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La rete di assistenza residenziale extra-ospedaliera e il sistema dell'assistenza domiciliare nella regione veneto




La ridefinizione della rete di assistenza residenziale extraospedaliera
  Il provvedimento D-G.R. 3/CR/1999 ha inteso definire la programmazione regionale delle strutture di residenzialità comportanti assistenza sanitaria - medica, infermieristica e riabilitativa - e di rilievo sanitario, con particolare riferimento alle strutture per anziani e altri non autosufficienti e per disabili non assistibili a domicilio.
  In tale definizione si è fatto riferimento alla ipotesi di un sistema assistenziale a rete così prospettato nel documento unitario approvato in seduta congiunta dalla Conferenza degli Assessori regionali alla Sanità e degli Assessori regionali ai Servizi Sociali il 30.07.1997. Tale modello integra in una visione unitaria i servizi per gli anziani, per i non autosufficienti e per i soggetti portatori di menomazioni, disabilità o handicap in tre tipologie di interventi:
1. - gli interventi socio-assistenziali
2. - gli interventi sanitari
3. - gli interventi sociali di rilievo sanitario.
  Il riferimento ad altri documenti fondamentali quali il D.P.R. 14 gennaio 1997 concernente "Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e province autonome in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private"; nonché le "Linee guida per le attività di riabilitazione" approvate dalla Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome nella seduta del 7 maggio 1998 ( G.U. n. 124 del 30 maggio 1998) ha suggerito di articolare la programmazione di questo settore in due grandi aree:  
- area della residenzialità con assistenza estensiva
   
- area della residenzialità con assistenza intensiva
   
- area dell'assistenza domiciliare
 
  Assumendo, in sintonia con le citate linee guida nazionali in materia di riabilitazione, la soglia convenzionale delle tre ore giornaliere di intervento sanitario sul singolo soggetto ospite, quale punto di discrimine tra la assistenza estensiva e quella intensiva.   

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